Francesca Arcuri - Pietra du Mont Perdu

VIVERE È PER AMARE QUALCHE COSA
Oggi è il fanciullo che ha rubato un paio
Di scarpe a quel signore arrogantissimo.
Ho difeso il fanciullo. L’ho salvato
Da chi sa quale buio. (Il bel fanciullo
Che ruba i cani belli per amarli).
Sandro Penna

Mi sono sempre piaciuti i cani bianchi e i cani di grande mole. Ho conosciuto il Cane da Montagna circa 25 anni fa, acquistando una femmina che sarebbe stata soppressa perché displasica bilaterale. È stata operata ed è vissuta con me, felicemente, per 12 anni; si chiamava Pietra ed era il cane più ironico, gentile e simpatico che avessi mai incontrato. Parte della passione per questa razza proviene decisamente da lei, tanto che l’ho voluta nel nome del mio affisso.
Il Montagna è un’anima buona, è quello che una persona onesta vorrebbe essere se non fosse un essere umano. Sa stare accanto all’amico umano con silenziosa discrezione. Attraverso Pietra ho conosciuto questa razza e sono stata colpita dal loro carattere profondamente amabile e gioioso.
I Patou sono per me necessità, benessere fisico e psichico, legame vivente con la mia storia e piacere dei giorni presenti, legame vivente con il mio vissuto e dei giorni presenti; tutto il bello di questa razza non è riducibile al raccontarli… bello è osservarli, prendersene cura, aiutarli a venire al mondo e persino seppellire chi si è così tanto amato.
Allevare è la cura del tempo: accudire il più vecchio di casa e perpetuare abitudini e antichi riti quotidiani.
Per non concludere mi viene in mente una frase del filosofo Schopenhauer: “Non potrei vivere senza cane”, traslata in “Non potrei vivere senza Cane da Montagna dei Pirenei“.
